Gli obiettivi dell’indagine condotta nell’ambito del progetto "Promozione di nuova occupazione femminile nei servizi alla prima infanzia" nei comuni di Carmignano, Poggio a Caiano e Prato (circoscrizione Sud), erano esclusivamente operativi. Consistevano, in particolare, nel verificare l’entità della domanda di servizi insoddisfatta e nel raccogliere alcuni elementi conoscitivi sulle caratteristiche che i servizi desiderati dai cittadini dovrebbero possedere.
L’indagine è stata condotta su un campione di famiglie al cui interno sono presenti bambini con meno di tre anni di età e quindi ricadenti nella fascia ammissibile ai servizi di nido.
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Distribuzione delle famiglie per numero di figli |
Comune |
||||
|
Carmignano |
Poggio |
Prato |
|||
|
1 |
60,61 |
47,95 |
41,94 |
||
|
2 |
34,85 |
42,47 |
45,16 |
||
|
3 |
4,55 |
6,85 |
9,68 |
||
|
oltre 3 |
- |
2.74 |
3.23 |
||
|
100,00 |
100,00 |
100,00 |
|||
La maggior parte delle famiglie contattate ha un solo figlio nei Comuni di Carmignano e Poggio a Caiano. Nella Circoscrizione Sud di Prato sono invece più numerose le famiglie con due bambini. Comunque molte famiglie hanno sia bambini con meno di tre anni di età sia bambini più grandi e questo spiega perché nelle risposte fornite sui servizi desiderati siano emerse anche mole richieste relative ad asili o altri servizi riservati a fasce di età superiori.
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Si occupano del bambino quando i genitori non possono |
Comune |
||
|
Carmignano |
Poggio |
Prato |
|
|
Non risponde |
4,55 |
- |
1,61 |
|
Nonni |
42,42 |
45,21 |
45,16 |
|
Baby sitter |
10,61 |
2,74 |
6,45 |
|
Struttura |
16,67 |
31,51 |
14,52 |
|
Sempre con i genitori |
25,76 |
20,55 |
32,26 |
|
100,00 |
100,00 |
100,00 |
Le soluzioni adottate dalle famiglie per la cura dei bambini quando i genitori non possono variano significativamente da Comune a Comune: sostanzialmente analoga è la frequenza di ricorso ai nonni, attorno al 40% nelle tre aree considerate, mentre varia sensibilmente il ricorso alle strutture pubbliche o private, che è maggiore a Poggio mentre risulta meno utilizzata negli altri due comuni. Ciò riflette ovviamente sia la presenza di strutture accessibili per la popolazione, sia fattori sociali e demografici che determinano o consentono un diverso ricorso a soluzioni diverse, cioè la cura diretta da parte dei genitori oppure il ricorso alle baby sitter.
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Quante ore il bambino è accudito da altri |
Comune |
||
|
Carmignano |
Poggio |
Prato |
|
|
0 |
24,49 |
37,93 |
26,19 |
|
2 |
14,29 |
5,17 |
7,14 |
|
3 |
6,12 |
5,17 |
11,90 |
|
4 |
22,45 |
8,62 |
16,67 |
|
5 |
8,16 |
22,41 |
19,05 |
|
6 |
4,08 |
3,45 |
7,14 |
|
7 |
6,12 |
3,45 |
2,38 |
|
8 |
14,29 |
13,79 |
9,52 |
|
100,00 |
100,00 |
100,00 |
In un numero significativo di casi i bambini sono accuditi da persone diverse dai genitori per periodi piuttosto lunghi (mezza giornata – 4 o 5 ore – oppure giornata intera – 8 ore).
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Periodo della giornata in cui è maggiore la necessità di far accudire i bambini |
Comune |
||
|
Carmignano |
Poggio |
Prato |
|
|
Non risponde/non sa |
15,15 |
9,59 |
4,84 |
|
Mattina |
28,79 |
42,47 |
35,48 |
|
Pomeriggio |
25,76 |
16,44 |
14,52 |
|
Intera giornata |
25,76 |
26,03 |
29,03 |
|
Non prevedibile |
4,55 |
5,48 |
16,13 |
|
100,00 |
100,00 |
100,00 |
In effetti molte famiglie evidenziano la necessità di disporre di una modalità di assistenza per il bambino per l’intera giornata con percentuali che si attestano attorno al 25-30%. Tuttavia le esigenze della maggior parte delle famiglie sono limitate alla mezza giornata, sia essa di mattina o di pomeriggio.
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Famiglie che usano i servizi offerti sul territorio |
Comune |
||
|
Carmignano |
Poggio |
Prato |
|
|
Non risponde |
1,52 |
- |
- |
|
Si |
34,85 |
49,32 |
40,32 |
|
No |
63,64 |
50,68 |
59,68 |
|
100,00 |
100,00 |
100,00 |
L’uso di servizi offerti da strutture pubbliche o privati è molto contenuto nel Comune di Carmignano, dove solo il 35% circa delle famiglie ne fa uso; più diffuso invece nelle altre due aree e in modo particolare a Poggio a Caiano.
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Servizi utilizzati dalle famiglie |
Comune |
||
|
Carmignano |
Poggio |
Prato |
|
|
Nido comunale |
4,35 |
- |
7,14 |
|
Nido privato |
34,78 |
14,29 |
28,57 |
|
Ludoteca |
30,43 |
37,14 |
17,86 |
|
Scuola materna |
30,43 |
42,86 |
42,86 |
|
Baby parking |
- |
5,71 |
3,57 |
|
100,00 |
100,00 |
100,00 |
Le differenze, comunque, sono in buona misura dovute al diverso uso della scuola materna, che è più intenso a Poggio e a Prato. A Poggio si registra anche un maggior ricorso alla ludoteca, strumento molto diffuso anche presso le famiglie di Carmignano, le quali sono anche quelle che fanno maggior uso di nidi privati assieme a quelle di Prato. Il nido comunale è utilizzato da una minoranza delle famiglie di Carmignano e Prato. I servizi, ovviamente, possono essere ubicati anche fuori dal comune di residenza. In particolare gli abitanti di Carmignano solo nel 15,38% dei casi ricorrono a servizi ubicati sul territorio: la percentuale di cittadini che si avvale di servizi nel proprio comune aumenta invece a Poggio, dove si raggiunge il 77,78%, e a Prato, dove si arriva al 95,83%.
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Ubicazione dei servizi utilizzati dalle famiglie |
Comune |
||
|
Carmignano |
Poggio |
Prato |
|
|
Carmignano |
15,38 |
13,89 |
- |
|
Poggio |
53,85 |
77,78 |
- |
|
Prato |
23,08 |
5,56 |
95,83 |
|
Altri |
7,69 |
2,78 |
4,17 |
|
100,00 |
100,00 |
100,00 |
E’ abbastanza verosimile che servizi ubicati nello stesso comune siano più vicini alla residenza della famiglia e quindi soddisfino meglio le sue esigenze di cura dei bambini. In effetti, analizzando il grado di soddisfazione manifestato dalle famiglie per i servizi di cui godono, i cittadini di Carmignano sono i più scontenti:
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Famiglie che ritengono adeguati i servizi di cui godono |
Comune |
||
|
Carmignano |
Poggio |
Prato |
|
|
Non risponde/non sa |
6,06 |
1,37 |
3,23 |
|
Si |
42,42 |
83,56 |
83,87 |
|
No |
51,52 |
15,07 |
12,90 |
|
100,00 |
100,00 |
100,00 |
e analizzando i motivi del malcontento (chiedendo cioè ai cittadini che usano servizi e non ne sono soddisfatti a cosa sia dovuta l’insoddisfazione) emerge che in generale questa è dovuta alla "mancanza" del servizio sul territorio e in particolare, per i cittadini di Carmignano, alla loro "lontananza". Segnalare la lontananza è un altro modo di indicare la mancanza del servizio che pone enfasi sul lungo tragitto che il cittadino deve compiere per raggiungere un servizio idoneo a soddisfare le sue necessità. L’insoddisfazione delle esigenze primarie spiega anche la scarsa attenzione che sembra essere riservata ad aspetti che maggiormente caratterizzano la qualità del servizio.
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Motivi per cui i servizi sono considerati inadeguati |
Comune |
||
|
Carmignano |
Poggio |
Prato |
|
|
Non risponde/non sa |
- |
- |
12,50 |
|
Motivi educativi |
- |
- |
- |
|
Carenza di socializzazione |
2,50 |
- |
- |
|
Orari |
5,00 |
9,09 |
- |
|
Lontananza dei servizi |
15,00 |
- |
- |
|
Mancanza di servizi |
77,50 |
90,91 |
87,50 |
|
100,00 |
100,00 |
100,00 |
Tra i vari tipi di servizio ritenuti utili il nido risulta essere quello più gettonato in tutti e tre i Comuni oggetto di indagine. Nel Comune di Carmignano, però, la ludoteca e i servizi domiciliari raccolgono numerose segnalazioni che, nel complesso, superano quelle relative ai nidi, testimoniando l’alto gradimento espresso dalla popolazione dell’area per servizi flessibili e a tempo ridotto.
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Servizi ritenuti utili dalle famiglie |
Comune |
||
|
Carmignano |
Poggio |
Prato |
|
|
Nido |
47,62 |
53,57 |
51,92 |
|
Ludoteca |
36,90 |
19,64 |
26,92 |
|
Servizi domiciliari |
15,48 |
3,57 |
9,62 |
|
Parco giochi all'aperto |
- |
21,43 |
- |
|
Materna |
- |
1,79 |
9,62 |
|
Servizi presso i luoghi di lavoro |
- |
- |
1,92 |
|
100,00 |
100,00 |
100,00 |
D’altra parte anche coloro che desiderano servizi di nido si orientano maggiormente nel Comune di Carmignano su servizi di breve durata (2-3 ore) mentre nei Comuni di Prato e Poggio anche il tempo pieno (6 ore) raccoglie numerose preferenze.
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Caratteristiche desiderate di un servizio di asilo nido: quante ore di apertura? |
Comune |
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|
Carmignano |
Poggio |
Prato |
|
|
non risponde/non sa |
5,00 |
- |
3,70 |
|
1 |
7,50 |
6,67 |
- |
|
2 |
27,50 |
6,67 |
18,52 |
|
3 |
32,50 |
36,67 |
37,04 |
|
4 |
5,00 |
13,33 |
18,52 |
|
5 |
10,00 |
- |
- |
|
6 |
12,50 |
36,67 |
22,22 |
|
100,00 |
100,00 |
100,00 |
La disponibilità della mensa è comunque considerato da tutti coloro che desiderano il nido un accessorio fondamentale.
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Caratteristiche desiderate di un servizio di asilo nido: mensa? |
Comune |
||
|
Carmignano |
Poggio |
Prato |
|
|
Si |
95 |
100 |
100 |
Nel caso della ludoteca solo a Poggio si richiede una continuità di servizio nell’arco della settimana. A Carmignano e a Prato, invece, le esigenze sembrano essere ancora una volta di maggiore flessibilità e il servizio è richiesto solo in alcuni giorni della settimana. Carmignano si distingue anche per la maggior necessità di servizio pomeridiano rispetto a quello mattutino.
|
Caratteristiche desiderate di un servizio di ludoteca: giorni di apertura? |
Comune |
||
|
Carmignano |
Poggio |
Prato |
|
|
Tutti i giorni |
19,35 |
81,82 |
21,43 |
|
Con i genitori |
3,23 |
- |
- |
|
Solo la mattina |
38,71 |
72,73 |
64,29 |
|
Solo il pomeriggio |
61,29 |
27,27 |
35,71 |
In conclusione la ricerca condotta sulle famiglie dei Comuni partecipanti all’indagine evidenzia che:
2. Il corso di formazione e l’attività di supporto
L’attività formativa e quella di supporto si sono svolte in parallelo. La breve durata del progetto, in effetti, avrebbe dovuto consigliare di far iniziare la seconda ancora prima, cioè sin dall’inizio del corso. Comunque già a partire dal secondo mese di formazione sono stati associati alle lezioni frequenti momenti di incontro informale che sostenessero le allieve nel processo di progettazione e creazione di servizi da offrire alla cittadinanza.
Nel predisporre le linee guida del percorso formativo sono stati seguiti questi criteri:
Durante lo svolgimento del corso sono state attraversate fasi caratterizzate da diversi atteggiamenti.
La prima fase potrebbe essere definita di "neutralizzazione esterna": iniziative proposte da soggetti esterni al partenariato che miravano a preservare da un lato e a limitare dall’altro gli eventuali risultati che eventualmente si sarebbero prodotti in virtù del corso.
Una Cooperativa che già lavora su quel territorio ha proposto di avviare in via sperimentale ad alcune allieve un intervento educativo da attivare all’interno di una palestra, dando la disponibilità di utilizzare il loro nome .
La discussione di questo evento, che circolava tra le allieve nei momenti di pausa e in occasioni di incontro informali, è stata ricondotta all’interno del gruppo ed è stata codificata come una opportunità lecita: chiunque, tra le allieve, poteva cercare e trovare una via personale all’occupazione. Pertanto chi, durante lo svolgimento del corso, intendeva avviare esperienze parallele, era libera di farlo. La questione poteva anzi essere utile oggetto di discussione e consentire l’arricchimento di tutti, moltiplicando l’utilità del corso che, quindi, costituiva una opportunità formativa ancora più interessante.
Il periodo successivo può essere etichettato come quello della "dipendenza". Ha iniziato h serpeggiare all’interno del gruppo un atteggiamento di ricerca della dipendenza, che, progressivamente, si è fatto sempre più forte fino a venire esplicitato con molta determinatezza: "I Comuni che hanno voluto il corso dovrebbero trovare i locali, pensare a che servizi creare e assumerci come educatrici". Ne sono seguite piccole discussioni, finché non è stato ribadito con molta fermezza che nessuno né all’interno del corso né al di fuori di esso ha fatto o poteva aver fatto simili promesse o affermazioni.
Ad un periodo più tranquillo durante in quale due allieve hanno trovato e colto al volo l’opportunità che gli si era presentata di svolgere attività autonome di baby sitter è seguita la "fase collettiva". Questa si caratterizza dall’assunzione, da parte della maggioranza delle allieve, di un atteggiamento di attenzione alle opportunità di occupazione che provengono dall’esterno e al tempo stesso di disponibilità a sfruttare tali opportunità in collaborazione con altre allieve del gruppo.
La prima opportunità è stata offerta da un bando emesso dal Comune di Prato, per l’assegnazione di un contributo per la fornitura di servizi domiciliari o familiari. Per poter presentare la richiesta requisito fondamentale era quello di essere iscritti nell’elenco comunale delle educatrici. Il problema è stato affrontato e discusso collegialmente e la conclusione a cui si è giunti è stata che coloro che avevano i requisiti avrebbero presentato la richiesta per ottenere i finanziamenti, il progetto educativo ed operativo sarebbe stato predisposto all’interno del corso sarebbe stata offerta la possibilità di eventuali inserimenti occupazionali a chi lo desiderava.
La Lega delle Cooperative Abitazione, partner del progetto, ha fornito gli indirizzi di alcuni condomini con le caratteristiche idonee per l’attivazione di servizi educativi familiari. Tra le diverse planimetrie fornite ne è stata scelta una in virtù della sua conformità ai requisiti stabiliti dalla Legge Regionale n. 22/99 e dal Regolamento n.3/2001, localizzata nella Circoscrizione Sud del Comune di Prato.
Effettuato con esito soddisfacente il sopralluogo, confermata la disponibilità di massima e verificata l’idoneità strutturale, è stato predisposto un protocollo d‘intesa da siglare con il condominio e il soggetto gestore, cioè le allieve con i requisiti richiesti dal bando.
La grande disponibilità del Presidente del Condominio ha cozzato tuttavia con la assoluta indisponibilità di alcuni condomini e pertanto la mancata adesione unanime non ha permesso il concretizzarsi di questo progetto. Il coinvolgimento di un altro condominio in un’altra zona (Circoscrizione Nord) non è stato possibile per il poco tempo rimasto e l’insorgere di analoghi problemi. Pertanto non è stato possibile presentare alcuna richiesta di contributo sul bando comunale.
Una seconda opportunità è stata creata da una delle allieve che, sull’esempio del servizio avviato da alcune colleghe all’interno di una palestra, si è rivolta ad una palestra del proprio Comune di Residenza offrendo la disponibilità ad attivare servizi di assistenza ai bambini per gli utenti. La palestra interpellata si è mostrata interessata sin dal primo incontro a realizzare servizi rivolti sia ai agli utenti che ai non utenti.
L’allieva, supportata dallo staff del progetto, è stata in grado di elaborare un progetto per la richiesta di finanziamenti su un bando emanato dal Comune di Montemurlo in ottemperanza a quanto disposto dal Piano Regionale di Indirizzo per gli Interventi Educativi 2002-2004.
Il Progetto presentato riguardava un servizio Centro Gioco per bambini con età da 12 a 36 mesi.
Il contributo non è purtroppo stato assegnato, benché il progetto rientrasse a pieno titolo tra le priorità di Piano e rispondesse correttamente ai requisiti del bando.
Il Piano Regionale di Indirizzo per gli Interventi Educativi 2002-2004 ha offerto anche una terza opportunità. Esso offre infatti la possibilità di presentare progetti per la Sperimentazione di servizi complementari al nido d’infanzia nelle tipologie previste dalla L.R. 22/99, cioè "Centro Gioco Educativo" e "Centro per Bambini e Genitori". A tal fine sono stati attivati contatti con soggetti del privato sociale che gestiscono servizi alla prima infanzia sull’area dei tre Comuni, per individuare eventuali disponibilità a presentare progetti sul P.I.R. regionale.
E’ stata appurata la disponibilità del Consorzio della Cooperative Sociali ASTIR a presentare un progetto che prevede l’apertura di un servizio Centro Gioco Educativo in località Seano, garantendo l’assunzione di due partecipanti al corso di formazione nel caso che la Regione Toscana dia seguito al finanziamento.
Inoltre il Comune di Carmignano ha presentato alla R.T. insieme al Comune di Prato e al Comune di Poggio a Caiano un Progetto di Interesse Regionale per l’apertura di n.10 servizi domiciliari che, se finanziato, permetterebbe la concreta possibilità occupazionale di addirittura tutte le allieve.
Una quarta opportunità è stata offerta dal Docup Ob.2.anni 2002 –2006 sulla azione 1.6.1. "Aiuti a PMI di servizi a sostegno alla famiglia",.che concede contributi per piccole e medie imprese che offrono servizi di sostegno alla famiglia, tra cui anche servizi all’infanzia..
Il progetto verrà presentato con la stessa palestra già coinvolta nel tentativo effettuato con il Comune di Montemurlo. Il servizio permetterà di fornire risposta ai bisogni di custodia per bambini con età compresa tra 12 mesi 6 anni e permetterà l’occupazione di almeno due allieve a tempo pieno.
3. I risultati
Il progetto si proponeva un obiettivo ambizioso: formare venti donne imprenditrici che sopperissero alla mancanza di servizi all’infanzia nella vasta area territoriale costituita dai Comuni di Carmignano, Poggio a Caiano e Prato Circoscrizione Sud attraverso iniziative private caratterizzate da economia e flessibilità che non richiedessero alle Amministrazioni locali alcuno sforzo finanziario.
Le attività progettuali si sono svolte come pianificato e hanno prodotto i risultati attesi. Riesaminandole, comunque, essere evidenziati alcuni punti di debolezza da tenere in considerazione nell’eventualità che una iniziativa simile voglia essere ripetuta.
Un primo elemento di debolezza si è rivelato il basso numero di donne che hanno presentato domanda di iscrizione al corso. Ciò nonostante una capillare attività di diffusione di informazioni realizzata con la collaborazione di tutti i partner e attuata ricorrendo ad una ampia gamma di strumenti: dai passaggi sulla stampa al sito Internet, dal passaparola alle conferenze stampa degli assessori dei comuni interessati. Considerato che alcune domande sono state scartate per la mancanza dei requisiti formali relativi all’età, alla residenza o allo stato occupazionale, non è stato possibile, di fatto, scegliere partecipanti che possedessero spiccate attitudini all’intrapresa di attività autonome. Questa difficoltà è derivata probabilmente più dai requisiti di età, dettati dal bando provinciale, che dall’efficacia dell’attività promozionale svolta.
Un secondo elemento di debolezza è rappresentato da un equivoco insorto in merito al "patto formativo" stipulato con le allieve, che ha poi prodotto all’interno del corso false aspettative.
Nonostante che in nessun documento si facesse riferimento a impegni dei Comuni promotori all’assunzione delle allieve, e che sia stato ribadito con fermezza quando è stato chiesto che i Comuni non garantivano nessuna assunzione, la convinzione che poi, comunque, "qualcosa sarebbe successo" si è in qualche modo insinuata, rendendo particolarmente problematico il compito dei docenti di area aziendale e l’avvio delle attività di accompagnamento all’avvio di attività lavorative. Sembra che la semplice presenza di un Ente Pubblico tra i Promotori di un progetto implichi di per sé agli occhi dei possibili destinatari prospettive occupazionali di natura dipendente che non corrispondono necessariamente alla realtà.
Il ruolo dell’Ente locale capofila non si è tuttavia limitato, come da progetto, alla formazione delle allieve, ma anche ad un affiancamento che continua ben oltre i tempi e i termini del progetto. Ne è testimonianza la presenza dell’ente stesso in progetti di interesse regionale su misure relative a servizi per la prima infanzia, che, se finanziati, potrebbero dar vita a strutture sul territorio in cui le corsiste possano trovare occupazione. Da non dimenticare il ruolo di informazione delle opportunità in essere e in divenire (DOCUP)
Un terzo elemento di debolezza è stato rappresentato dall’eccessiva brevità delle attività progettuali. Un percorso di accompagnamento al lavoro, specialmente se in forma prevalentemente autonoma, richiede tempo, sia per poter sfruttare adeguatamente le opportunità di finanziamento offerte dagli enti pubblici (particolarmente importanti nel caso in cui le attività devono essere avviate da soggetti disoccupati e quindi non in possesso di cospicue risorse finanziarie), sia per poter lavorare adeguatamente sulla scoperta e lo sviluppo dello spirito di iniziativa individuale. E’ quindi opportuno programmare un intervento in cui il tirocinio e l’accompagnamento inizino contemporaneamente o a breve distanza rispetto alla fase formativa, anche per le ricadute positive che ciò può avere sui momenti di confronto e di discussione in aula.
Le attività svolte nell’ambito del progetto hanno comunque prodotto risultati complessivamente soddisfacenti, soprattutto per quanto riguarda le concrete opportunità occupazionali che si prospettano per molte allieve. Il rapporto che si è creato tra queste e lo staff del progetto consente inoltre di guardare con ottimismo al prossimo futuro consentendo loro di continuare a beneficiare dell’assistenza necessaria a beneficiare delle favorevoli opportunità di finanziamento offerte dagli strumenti di programmazione regionale.